lunedì 9 novembre 2009


Il sogno mi è scivolato nelle narici . Due sbuffi di neve eccentrica sul pelo delle unghie . La compagnia della pelle e delle lenzuola , il sadismo di occhi bambini sulle labbra di donna . Il profumo dell'orchidea selvatica a ridosso del ventre, piatti minuti di sottaciuta follia che mi proiettavano fuori dalla mia casa . Ho camminato in lungo e in largo attorno al grande fiume e poi ho pianto fiori di ciliegio ,petali di un bianco accecante . Il cielo si è aperto sopra i pensieri e una nuvola calda mi ha stretto il cuore . La mia ombra si è addentrata nello specchio d'acqua , i rivoli di sperma della terra mi si sono arroventati attorno alle gambe e hanno risalito il mio corpo madido . Al sorgere del sole ero sveglia . Con i capelli sciolti sui cuscini ho pensato a domani e quasi dimenticato oggi . Il pavimento ruvido ha sgridato il piede e l'ha punito colpendolo con un freddo acuminato come un chiodo . Ferita e nuda ho spiato la strada e poi mi sono vestita . I giorni diventano più interessanti ed io non ho più voglia di piangere . Credo di non sentirne più il bisogno . L'immagine è quella di una luce silenziosa che s'aggira intorno all'isolato . M'appresto . Tra un pò la voragine sputerà fuori qualcuno e risucchierà gaudente il mio corpo e la mia anima . La realtà mi mette alle strette,è vicina al mio mattino . Coraggiosa come un'amazzone afferro l'arco e la freccia ,sperando che me ne serva una soltanto . Ripongo il caleidoscopio nella tasca e la calza a rete nell'altra .

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